Lo yoga più efficace dei farmaci nei disturbi post traumatici

Lo spiega lo psichiatra Van Der Kolk (Boston University). Il risultato in uno studio effettuato negli Stati Uniti

Dopo un’esperienza traumatica, il cervello si riorganizza per fare fronte al pericolo: l’effetto perverso è che il paziente rimane ostaggio del passato traumatico e fa molta fatica ad interessarsi agli altri, non riesce a divertirsi o a provare piacere, e interpreta tutto ciò che percepisce alla luce del trauma subito, perché il suo cervello è reso iperattivo dalla paura che il trauma si ripeta. Questo porta ad avere reazioni sproporzionate verso gli altri: una qualsiasi parola all’interno di un discorso o un semplice sguardo possono essere interpretati dal traumatizzato come una minaccia o un’offesa. Così alla lunga ci si auto isola e al tempo stesso si viene ostracizzati dagli altri”.

Sono le parole di Bessel van der Kolk, docente di psichiatria alla Boston University School of Medicine, fondatore del Trauma Center di Brookline, in Massachusetts e tra i massimi esperti mondiali sul tema del disturbo post traumatico da stress, che accomuna ad esempio i minori e le donne che soffrono di abusi e violenze domestiche, i sopravvissuti agli incidenti e i soldati che tornano dal fronte. Secondo lo psichiatra americano ed in base alla propria esperienza sul campo, le cure basate sulla parola per descrivere il proprio disagio è utile, soprattutto nei casi come le violenze domestiche, ma la parola e quindi anche la terapia cognitiva, non è risolutiva, perché ciò che scatena il disagio non sono i ricordi, ma le sensazioni. Il disagio è diventato parte del corpo, e fa sì che certe sensazioni – suoni, immagini, esperienze tattili – dotate del potere di rievocare il trauma, consegnino il controllo della personalità alle parti più primitive del cervello, ossia al sistema limbico, quello delle reazioni “combatti o fuggi” davanti a un pericolo. La chiave di tutto, quindi, sarebbe il corpo. “Bisogna agire sul corpo per restituire le redini alla parte razionale del cervello, Un modo che si è rivelato efficace per neutralizzare l’effetto del trauma sul corpo è lo yoga: in uno studio abbiamo visto che è più efficace dei farmaci per il disturbo post traumatico. Un altro sistema efficace è il neuro feedback, per cui quando si riscontra un’attività crescente nelle onde cerebrali caratteristiche del disagio traumatico, si rimedia “in corso d’opera”, riportando il paziente alla calma affinché possa tenere a bada più facilmente le sue emozioni negative”.